Cercare di riprendere in mano le redini dei propri giorni. Appunto, cercare. Farlo dopo quindici giorni in giro per mezza Italia, con la testa in tre posti contemporaneamente e qualche pensiero fisso...
Lasciarsi andare a qualche buon libro, veder in un grande libreria romana che un libro a cui si è collaborato non va male nelle classifiche. Prenderlo, guardarlo con un pò di stupore e leggere nelle pagine interne l'elenco dei collaboratori. Qualche minuto di orgoglio, soprattutto perchè il risultato è ampiamente superiore alle aspettative...ma scoprire che i pezzi più belli sono soprattutto quelli rifatti dal curatore finale. Abbozzare, fa niente. Del resto di cucina non ne capisco un cacchio...
Rimettersi in discussione, con la testa in quattro città, anzi in una immaginaria, che ancora non ha sembianze reali...e costruirci sopra episodi di vita...luoghi, situazioni...
Non ho molta nostalgia di Siviglia, delle tapas, di quella cacchio di Giralda che "la vedi - parole di Guzmàn - da tutte le parti della città".
Tornare indietro di qualche anno a quel disastroso debutto nel giornalismo radiotelevisivo, e cercare di capire come sarebbe ora...
Sono giorni di attesa. Aspetto l'evolversi degli eventi, cercando di anticiparli...
Ho in testa molte cose da fare e da dire, soprattutto da dire. Ma aspetto.